Più che strategia

Più che strategia ghettizzante, a mio avviso l’etnomarketing sembra piuttosto solo una presa di coscienza del marketing, sempre in cerca di nuovi sbocchi.

In realtà, quello che è successo negli ultimi decenni, è un profondo cambiamento del settore, parallelamente alla trasformazione della società, che ha portato il marketing a rivolgere la sua attenzione verso diverse nicchie di mercato.

Per capire tale fenomeno basta guardarsi attorno, magari entrando in una delle tante rosticcerie o mercati e notando quanto, accanto ai prodotti tipici della cucina italiana (salumi, pizze, pietanze, ecc), siano sempre più richiesti prodotti di altri Paesi, come il kebab, il cous cous e le tortillas.

Questo esempio trova dimostrazione ufficiale nei dati pubblicati sull’immigrazione, che in Europa conta ormai 29 milioni di persone, con un potere d’acquisto di oltre $380 miliardi, che si prevede aumenterà a $1000 miliardi nel 2020.

Quale esperto marketing non avrebbe salutato questa nuova fonte di fatturato e profitti con un ospitale “welcome”?

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