Spotphone

Si dice che i consumatori stiano realizzando una sorta di resistenza alla pubblicità a causa della perdita della sua credibilità e, a causa, di un mondo in cui la propaganda ci accompagna tutto il giorno. Essa è, infatti, sempre presente nella nostra vita: dal giornale del mattino ai manifesti che ci scortano mentre andiamo al lavoro, dai banner che ci appaiono ad ogni click del mouse, agli spot che vediamo la sera mentre guardiamo la televisione. Però forse i consumatori sono indifferenti alla pubblicità, solo perché non ne percepiscono più un’utilità e non per la sua continua presenza.
Uno studio realizzato dall’Ispo ha dimostrato che il 57% degli italiani sarebbe disponibile ad ascoltare brevi messaggi pubblicitari durante la telefonata se ciò comportasse la gratuità del servizio, ma i consumatori non erano esausti del continuo martellamento pubblicitario?
Se la statistica dell’Ispo è corretta, forse quello che si dovrebbe fare non è cercare nuovi canali per diffondere i messaggi, ma riabilitare l’immagine della pubblicità stessa. In fin dei conti la sua nascita è stata realizzata per informare i consumatori dell’esistenza di un prodotto che potesse soddisfare i loro bisogni, quindi era nata con un fine di utilità per gli individui.
Forse dovremmo cambiare la percezione che i consumatori hanno delle comunicazioni pubblicitarie e ricordagli l’assistenza che essa può fornire; eliminando la convinzione diffusasi, che sia solo un mezzo per manipolarli con informazioni false e tendenziose.

