Figura poliedrica nell’ambito del marketing e della
comunicazione, cresce con una formazione umanistica, orientando i propri studi
verso la psicologia della comunicazione. I suoi approfondimenti relativi
all’analisi dei meccanismi di fruizione dei messaggi pubblicitari la porta a
scoprire nuove teorie sulla comunicazione d’impresa, incentrate
sull’assunto fondamentale che “la diffusione del messaggio di marca è opera del
consumatore. L’azienda deve occuparsi esclusivamente di portare l’utente a
diffondere la notizia relativa ai propri marchi e prodotti”.
La specializzazione in marketing e comunicazione
internazionale nelle vie del financial district di New York, le permette di
entrare in contatto con personaggi di rilievo dell’advertising, i figli di
quelli che hanno fatto la storia dei Brand d’America, lì a Madison Avenue,
insieme ad Ogilvy e Della Femina. Sono loro a farle capire che questa è la cosa
che vorrebbe davvero fare nella vita..
Creatività e passione ne permeano la personalità,
permettendole di riuscire a trovare gli strumenti per combattere qualsiasi
battaglia.. "cerco di mettere caparbietà e dedizione in tutto quello che
faccio. Il marketing è la mia strada, sono giovane, e so bene che il percorso è
molto lungo, ma credo che le soddisfazioni che mi da il mio lavoro sono tra le
cose più belle che una donna possa desiderare. Sono le sfide, le battaglie che
affronto insieme ai miei colleghi il vero nettare delle mie giornate…Qualcosa
di divertente? Ok: un giorno la mia passione per i film di Stallone, e
l’impossibilità di avere i biglietti per la prima dell’ultimo Rambo, mi portò a
vestirmi in modo molto elegante, confondendomi tra i vip e facendomi largo tra
i giornalisti per arrivare, a braccetto con una famosa Star, nella sala della
proiezione..All’interno incontrai una mia amica che stupita, mi chiese come
avessi fatto ad entrare. La mia gioia era talmente grande che dissi <la
determinazione è tutto nella vita!>, evidentemente la conversazione era
stata percepita da tutte le persone che avevo intorno, perché alla mia
esclamazione tutti fecero un applauso…”
L’imprevedibile


